Poeti&Poesia da Ciuffaldino@

Vivendo non ho molte certezze, ma per conto mio posso dire che l’amore è il principe tra i sentimenti e forse tutto può dirsi di lui nelle parole: "desidero sentirti vicino a me, nel modo più semplice: ora". A queste parole, ogni parola può essere aggiunta, ma ognuna si allontana e trasforma con la sua bellezza ciò che è più semplice nell’ animo. Fantasiosa, sagace, alcuni maestri si leggono stupefacenti come “il verso†di Apollinaire, e sono proprio la fantasia e la meraviglia a condurre il mio sguardo nel mondo, fintanto che veda un qualche cosa di bello, e allora, nasce la poesia. E anche se mi risulta più che arduo prevedere cosa scriverò, va già delineandosi nelle mie mani, un verso semplice, fantasioso, che racconta più di vita che riflessioni. Così è che amo presentare la mia poesia: leggera, perché la poesia più che altro è superficialità che si rende favolosa al cuore. Solitamente nasce con ordine: seduto alla tua scrivania, in quel momento fatto di solitudine, quando tornano alla mente i momenti che hanno fatto la differenza, ma, rare volte, è solo un’ idea quando cammino per una via o scopro il mondo in un nuovo pensiero. E l’emozione della poesia altro non fa che rispecchiare la vita, e i suoi grandi difetti: vivere è il segno più grande della nostra imprudenza. Procedo così fra le incertezze, conscio che l’ arte da me scelta è altro dal semplice e quindi superficiale. Ciononostante è l’ anima stessa che mi sospinge nella direzione della fantasia, nella forma semplice di una poesia che non nasconde nulla, ma fa mostra di ciò che per il poeta è intimo. Tale è lo scopo che perseguo, e nel corso delle mie vicende mi farà buona e cattiva compagnia. Auguro buona lettura a tutti i miei visitatori. (introduzione de "La multianima" Seneca Ed.)
venerdì, 21 marzo 2008

sensazioni_di arthur rimbaud












SENSAZIONE

Nelle azzurre sere d'estate,

io andrò per i sentieri,

punzecchiato dal grano,

a pestare l'erba minuta:

Sognatore, io ne sentirò la frescura ai piedi.

Io lascerò che il vento bagni il mio capo nudo.

Io non parlerò,

io non penserò a nulla:

ma l'amore infinito mi salirà nell'anima,

e io andrò lontano, molto lontano,

come uno zingaro, nella Natura, -

felice come amato da una donna.

A. Rimbaud (Marzo 1870)

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sabato, 30 giugno 2007

i giovani sposi di arthur rimbaud

GIOVANI SPOSI



    La camera è aperta al cielo azzurro turchino; non c'è posto: cofanetti e madie! Fuori il muro è coperto di aristolochie ove vibrano le gengive dei folietti.

    Son davvero intrighi di geni questa spesa e questi disordini vani! è la fata africana che fornisce la mora e le reticelle negli angoli.

    Parecchie entrano, madrine scontente, con lembi di luce negli armadi, poi vi rimangono! la coppia s'assenta poco seriamente e non si combina nulla.

    Lo sposo è soppiantato dal vento, durante la sua assenza, qui, di continuo. Perfino spiriti delle acque, malefici, entrano e vagano tra le sfere dell'alcova.

    Nella notte amica, oh, la luna di miele raccoglierà il loro sorriso e riempirà di mille strisce di rame il cielo. Poi avranno da fare col topolino maligno.

    - Se non arriva un pallido fuoco fatuo, come una fucilata, dopo i vespri. O santi e bianchi spettri di Betlemme, incantate piuttosto l'azzurro della loro finestra!

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sabato, 16 giugno 2007

michele e cristina di arthur rimbaud


MICHELE E CRISTINA

    Via, dunque, se il sole abbandona queste rive! Fuggi, chiaro diluvio! Ecco l'ombra delle strade. Tra i salici, nel vetusto cortile d'onore, il temporale scaglia le prime larghe gocce.

    O cento agnelli, biondi soldati dell'idillio, fuggite dagli acquedotti, dalle smagrite lande! Pianura, deserti, praterie, orizzonti mostrano il rosso abbigliamento dell'uragano.

    Cane nero, bruno pastore il cui mantello s'inabissa, fuggite l'ora dei superni lampi; biondo gregge, or che nuotano ombra e zolfo, cerca di scendere a migliori asili.

    Ma io, Signore! Ecco, il mio spirito vola per i cieli ghiacciati di rosso, sotto i celesti nembi che corrono e volano su cento Solognes lunghe come una strada ferrata.

    Ecco mille lupi, mille sementi selvagge, che questo religioso pomeriggio di tempesta trascina, non senza tenerezza per i convolvoli, sopra la vecchia Europa su cui passeranno cento orde!

    Poi, il chiaro di luna! Per tutta la landa, arrossati, la fronte ai neri cieli, i guerrieri lentamente cavalcano sui pallidi corsieri! I ciottoli suonano sotto questa fiera banda!

    - E vedrò il bosco giallo e la valle chiara, la Sposa dagli occhi cèruli, l'uomo dalla fronte rossa. o Gallia, e il bianco Agnello Pasquale, ai loro cari piedi, - Michele e Cristina - e Cristo! - Fine dell'Idillia.

 

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mercoledì, 13 giugno 2007

Un pò di silenzio per te

 
Silenzio

Arthur Rimbaud
Senti come bramisce presso le acacie, in aprile, la frasca verdeggiante del pisello!

    Nel suo netto vapore, verso Febea! vedi agitarsi la testa dei santi d'un tempo...

    Lungi dalle macine, dai promontori, dai bei tetti, quei cari Vecchi vogliono questo filtro sornione.

    Ora, né feriale né astrale è la bruma che s'esala da questo effetto notturno.

    Tuttavia, essi restano giustamente - Sicilia, Germania - in questa nebbia triste e pallida.


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venerdì, 08 giugno 2007

una poesia di arthur rimbaud

BRUXELLES

 


rimbaud

Luglio, Boutevard du Régent.
    Aiuole d'amaranti fino al piacevole palazzo di Giove' - So che sei tu a mescolare fra queste edere il tuo Azzurro quasi di Sahara.

    Poi, come la rosa e l'abete del sole e la liana hanno qui i loro giochi apportati, gabbia della piccola vedova!... Quali stormi d'uccelli, o ia io, ia io!...

    - Case calme, antiche passioni! Chiosco della Folle per amore. Dietro le natiche dei rosai, balcone ombroso molto basso della Giulietta.

    - La Giulietta, richiama alla mernoria l'Enrichetta, affascinante stazione della ferrovia, nel cuore d'un monte, come in fondo a un verziere dove mille diavoli azzurri danzino nell'aria.

    Panca verde ove canta al paradiso tempestoso, sulla chitarra, la bianca irlandese. Poi, dalla sala da pranzo guianese, cinguettio di uccelli e di gabbie.

    Finestra del duca che mi fai pensare al veleno delle lumache e del bosso che dorme quaggiù al sole. E poi, è troppo bello! troppo! Taciamo.

 

***

    Strada senza movimento né traffico, muta, ogni dramma e ogni commedia, riunione d'infinite scene, ti conosco e t'ammiro in silenzio.

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Chi sono

Blogger: Ciuffaldino
Nome: Ciuffaldino
Non amo mai le critiche, che già conosco, ma le lodi delle virtù hanno il sapore dell'avventura. -il mio libro: " LA MULTIANIMA " -MesSeNger: ciuffaldino@hotmail.it


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